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Il diritto dell'UE impone a tutte le grandi imprese e a tutte le società quotate (ad eccezione delle microimprese quotate) di divulgare informazioni su quelli che considerano i rischi e le opportunità derivanti da questioni sociali e ambientali e sull'impatto delle loro attività sulle persone e sull'ambiente.
Il 14 Dicembre 2022 è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale Europea la normativa CRSD.
Le nuove regole garantiranno che gli investitori e le altre parti interessate abbiano accesso alle informazioni di cui hanno bisogno per valutare i rischi di investimento derivanti dai cambiamenti climatici e da altre questioni di sostenibilità. Creeranno inoltre una cultura della trasparenza sull'impatto delle aziende sulle persone e sull'ambiente. Infine, i costi di rendicontazione saranno ridotti per le imprese nel medio-lungo periodo armonizzando le informazioni da fornire.
Le prime società dovranno applicare le nuove regole per la prima volta nell'esercizio 2024, per i rendiconti pubblicati nel 2025.
Il CSRD rende inoltre obbligatorio per le aziende avere un audit delle informazioni di sostenibilità che riportano. Inoltre, prevede la digitalizzazione delle informazioni sulla sostenibilità.
Il bilancio di sostenibilità è un documento di rendicontazione aziendale nel quale un’impresa comunica la propria performance ESG e gli eventuali progressi effettuati in ambito ambientale, sociale e di governance.
Per decidere come rendicontare gli aspetti legati alla sostenibilità le aziende hanno due opportunità:
In Italia il decreto legislativo con cui è stata recepita la direttiva del 2014, e che stabilisce le regole da seguire nella redazione del bilancio di sostenibilità, è il Dlgs. 254/2016. Secondo quanto definito dal decreto, il documento deve contenere almeno informazioni relative all’utilizzo di risorse energetiche, distinguendo fra quelle prodotte da fonti rinnovabili e non rinnovabili, e all’impiego di risorse idriche; alle emissioni di gas ad effetto serra e inquinanti in atmosfera; all’impatto, ove possibile sulla base di ipotesi o scenari realistici anche a medio termine, sull’ambiente nonché sulla salute e la sicurezza, associato ai fattori di rischio. Dovranno poi essere rendicontati gli aspetti sociali e attinenti alla gestione del personale, incluse le azioni poste in essere per garantire la parità di genere, le misure volte ad attuare le convenzioni di organizzazioni internazionali e sovranazionali in materia, e le modalità con cui è realizzato il dialogo con le parti sociali; le informazioni riguardanti il rispetto dei diritti umani, le misure adottate per prevenirne le violazioni, nonché le azioni poste in essere per impedire atteggiamenti ed azioni comunque discriminatori; infine informazioni riguardanti la lotta contro la corruzione sia attiva sia passiva, con indicazione degli strumenti a tal fine adottati.
I vantaggi per chi redige un bilancio di sostenibilità
Redigere un bilancio di sostenibilità ha numerosi vantaggi che riguardano aspetti differenti. Per esempio, permette di monitorare la correlazione e i legami tra performance non finanziaria e finanziaria; ha sempre più un’influenza positiva in termini reputazionali, dal momento che la sostenibilità sta diventando un requisito fondamentale soprattutto nelle decisioni di consumo delle generazioni più giovani e nelle scelte degli investitori; favorisce la mitigazione degli impatti ambientali, determinato dal monitoraggio degli impatti e lo sforzo nella riduzione degli stessi; e, infine, permette di individuare rischi e nuove opportunità aziendali.
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